Mangiar Sano – La conclusione

Il 24 maggio si è concluso il progetto “Mangiar Sano – interventi di rafforzamento del sistema di controllo degli alimenti di origine animale”, portato avanti nei Campi profughi Saharawi, in Algeria.

Dopo due anni di lavoro e non poche difficoltà dovute all’avvio del progetto in piena pandemia, possiamo dirci soddisfatti dei risultati raggiunti grazie alla collaborazione con i nostri colleghi veterinari sahrawi e all’ottimo lavoro svolto dalle nostre esperte, le dottoresse Alba Giorgio e Ilda Idrizi, coordinate dalla dottoressa Sara Di Lello, la cui esperienza di lavoro nelle tendopoli sahrawi è per noi una garanzia.

I principali risultati raggiunti sono:

  • Attivazione di un Piano di Controllo delle Salmonellosi nell’allevamento avicolo locale con la messa in piedi di un sistema di prelievi sistematici e relative analisi di laboratorio. Inoltre, il tecnico di laboratorio sahrawi ha imparato a lavorare in piena autonomia;
  • Verifica e rafforzamento del piano di biosicurezza dell’allevamento;
  • Verifica della filiera di macellazione della carne (avicola e di dromedario) con identificazione dei punti critici e suggerimenti migliorativi;
  • Coinvolgimento degli attori della filiera carne e della società civile in una campagna di sensibilizzazione che si proponeva di attivare una riflessione sull’importanza di non macellare le femmine di dromedario in età feritile, con il fine di preservare il patrimonio zootecnico locale.

Ringraziamo il Ministero di Salute Pubblica dalla RASD, l’AUSL Toscana Centro che ci ha “ceduto” la collega Alba Giorgio, e SIDILV che ci ha donato i fondi per all’acquisto dell’autoclave di laboratorio e alcuni materiali.

Un capitolo si chiude, ma noi continueremo, anche in futuro, ad affiancare i nostri colleghi sahrawi nel garantire cibo sano e di qualità ai rifugiati delle tendopoli algerine.

Vi lasciamo con alcune foto che mostrano parte del lavoro svolto.

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