Aggiornamenti dal campo: parte prima

Progetto OPM/2024/46823 Rabbia e Salute unica: prevenzione e controllo in Guinea Bissau

Tra aprile e agosto 2025, il progetto “Rabbia e Salute Unica: prevenzione e controllo in Guinea-Bissau” ha compiuto i suoi primi passi operativi nel Paese, registrando risultati incoraggianti sia sul fronte istituzionale sia su quello della sensibilizzazione della popolazione.

Le attività, promosse da Veterinari Senza Frontiere Italia in collaborazione con la Cooperativa Médico-Sanitária Madrugada di Bissau, partner locale, e con l’Associazione per la Collaborazione allo Sviluppo di Base della Guinea-Bissau di Verona, partner italiano, hanno mirato a rafforzare la prevenzione e il controllo della rabbia attraverso un approccio integrato alla salute animale e umana.

Il workshop interistituzionale: un tavolo di lavoro per il futuro

Il 21 e 22 maggio si è svolto presso la Clinica Madrugada il workshop “Raiva e Saúde Única: Prevenção e Controlo na Guiné-Bissau”, che ha riunito rappresentanti del Ministero della Salute, Ambiente ed Educazione, della Direzione Generale della Pecuária, ovvero l’autorità veterinaria locale, dell’Istituto Nazionale di Salute Pubblica (INASA), della Câmara Municipal di Bissau, dell’Istituto di Biodiversità e delle Aree Protette (IBAP) e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

L’incontro ha permesso di:

  • Fare il punto sulla normativa in vigore e sulle criticità nella gestione della rabbia;
  • Identificare le principali lacune nei sistemi di sorveglianza umana e veterinaria;
  • Condividere esperienze e dati sul campo;
  • Avviare la costituzione di un gruppo di lavoro tecnico inter-istituzionale incaricato di redigere un Piano Strategico Nazionale per la Prevenzione e il Controllo della Rabbia. 

 

Tra le priorità individuate: rilanciare le campagne di vaccinazione canina, migliorare il flusso di dati tra sanità umana e veterinaria e promuovere campagne di sensibilizzazione comunitaria mirate, con particolare attenzione ai bambini.

Educazione e sensibilizzazione

A inizio giugno sono state portate avanti attività di educazione sanitaria, coinvolgendo oltre 1.250 bambini e ragazzi tra i 2 e i 17 anni in varie località del Paese (Bissau, Bafatá, Quinhamel e Cumura).

Le lezioni nelle scuole, tenute in collaborazione con i loro insegnanti, hanno affrontato temi come:

  • cos’è la rabbia e come si trasmette;
  • come prevenire le morsicature;
  • cosa fare in caso di morso;
  • l’importanza della vaccinazione di persone e animali.

 

A supporto sono stati utilizzati video educativi in lingua creola, volantini forniti dalla Global Alliance for Rabies Control (GARC), e materiali didattici semplificati. Le attività radiofoniche, realizzate con Radio Sol Mansi Bissau e Radio Sol Mansi Bafatá, hanno raggiunto un pubblico nazionale con messaggi sulla prevenzione della rabbia, delle zoonosi e delle malattie a trasmissione alimentare.

Raccolta dati e questionari sul campo

Tra luglio e agosto, un’ulteriore missione condotta da una figura veterinaria senior e due studentesse tesiste di Medicina Veterinaria, ha approfondito il lavoro sul territorio con un ampio rilevamento conoscitivo tramite questionari, somministrati in sei regioni (Bissau, Cacheu, Bafatá, Gabú, Quinara e Biombo).

L’indagine ha coinvolto operatori sanitari, tecnici veterinari e cittadini, adulti e bambini, con l’obiettivo di comprendere la percezione della rabbia, i comportamenti dopo un morso e l’accesso ai vaccini.

I questionari hanno evidenziato:

  • una discreta conoscenza della malattia nelle aree urbane (soprattutto Bissau), ma persistenti credenze tradizionali e pratiche rischiose nelle zone rurali e nelle tabankas;
  • la mancanza di protocolli chiari nei centri di salute per la gestione dei casi di morsicatura e la frequente confusione tra vaccino antitetanico e antirabbico;
  • un costo dei vaccini percepito come proibitivo, principale ostacolo all’accesso sia per le persone che per gli animali;
  • una forte disponibilità della popolazione a vaccinare i cani, qualora i prezzi fossero più accessibili;
  • la quasi totale assenza di registri informatizzati per la segnalazione dei casi, con l’eccezione della regione di Gabú, che rappresenta un modello positivo per la raccolta e gestione dei dati.

 

Durante la missione, sono state inoltre raccolte informazioni sulle fonti di approvvigionamento dei vaccini, sui flussi tra centri di salute e la Direzione Generale della Pecuária, e sui percorsi post-morsicatura seguiti dai pazienti, contribuendo a una mappatura aggiornata del sistema di risposta sanitaria e veterinaria nel Paese.

Il lavoro delle tesiste è stato poi presentato durante un evento di sensibilizzazione organizzato a Padova, presso la sede del CUAMM, dove hanno avuto modo di condividere con studenti, professionisti e cittadini interessati la loro esperienza diretta sul campo, illustrando le sfide legate alla gestione della rabbia in Guinea-Bissau, malattia di interesse veterinario ma negletta nel territorio italiano.

Collaborazioni e prospettive

Durante la missione sono stati rafforzati i contatti con la Direzione Generale della Pecuária e con i centri vaccinali di Bissau. È stata inoltre avanzata la proposta di abilitare una struttura del polo di Madrugada come centro di formazione per veterinari e tecnici, e di istituire una scorta di farmaci a supporto delle attività sul territorio.

Uno sforzo collettivo per una salute condivisa

Il progetto contribuisce a dimostrare come la collaborazione tra professionisti veterinari, medici e operatori sanitari, istituzioni e comunità locali sia la chiave per affrontare in modo efficace la rabbia e le altre zoonosi.

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