COVID-19: Il nostro punto di vista

In un momento di difficoltà per il nostro Paese come questo, siamo vicini ai colleghi vicini e lontani, e a tutti coloro che ne sono colpiti.

Ma cosa sta succedendo nei paesi africani?

Il punto di vista di chi vive la situazione da Niamey (Niger), e le nuove sfide a cui siamo chiamati a rispondere.

In questo momento così triste e difficile, siamo vicini ai colleghi delle province più colpite ed a tutte le loro famiglie.

Come veterinari e professionisti della salute pubblica abbiamo la responsabilità ed il dovere di sostenere i nostri colleghi della sanità pubblica e di fare informazione; nel nostro piccolo, la condivisione di informazioni utili a prevenire il contagio può permettere di raggiungere una vasta porzione della popolazione. Inoltre, spesso ci viene posta la domanda su che ruolo abbiano gli animali nel ciclo di propagazione della malattia: ci uniamo all’appello della FNOVI nel ribadire che non esistono prove scientifiche che i cani, né altri animali domestici, possano ammalarsi o trasmettere alle persone il COVID-19 (1)

Come Veterinari Senza Frontiere (VSF – Italia), la nostra responsabilità non si limita ai confini italiani, o a quelli europei. I numeri sono in costante aumento anche nei paesi africani, e destano molta preoccupazione. In questi Paesi spesso non si riesce a far fronte a malattie che alle nostre latitudini risultano facilmente curabili, come malaria, colera e semplici intossicazioni alimentari, per mancanza di strutture sanitarie e di farmaci adeguati, ed una scarsa informazione delle misure di prevenzione. Al tempo stesso la popolazione africana è molto più giovane, in media, di quella europea e, fatta eccezione per le grandi città, anche la densità abitativa è di gran lunga inferiore. Inoltre, alcune regioni si sono già confrontate con la gestione di gravi epidemie recentemente (es. Ebola), e moltissime iniziative di preparedness sono state rafforzate a partire dai primi mesi del 2020 (2).

Quale impatto potrebbe avere la diffusione del COVID-19 in queste realtà? Cosa si sta facendo quindi in questi paesi per prepararsi? 

Anche il Niger ha confermato i primi casi di COVID-19 (3). Un membro del nostro consiglio direttivo si trova a Niamey dal 23 gennaio scorso, nell’ambito del progetto “Latte e Miele”(4), un progetto finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), che ci vede tra i partner accanto al capofila Movimento Africa 70

Ci riferisce che la situazione per ora è stabile; i casi ad ora confermati sono stati presi in carico dal SSN nigerino e risultano stabili ed in continuo monitoraggio; con loro sono state messe in quarantena presso delle strutture alberghiere locali le persone con i quali sono entrati in contatto, e sono monitorate giornalmente. 

Il Governo ha attuato, sin dal 13 marzo con l’aggravarsi della situazione nei Paesi limitrofi come Burkina e Nigeria, misure di restrizione su eventi nazionali ed internazionali prima, viaggi internazionali e commerciali poi, sino ad arrivare alla chiusura dei due aeroporti principali per i soli passeggeri, ed alla sospensione del servizio dei mezzi pubblici da e per la capitale. 

A questa si sono aggiunti la chiusura di scuole, bar, dei cinema e dei luoghi di culto principali; non mancano i disagi, il prezzo dei dispositivi di protezione di base, come possono essere le mascherine regolamentari, ha avuto un incremento esponenziale sul mercato a discapito di una popolazione già in difficoltà.

"Il Presidente dell’Assemblée Nationale dà l’esempio sulle misure di igiene nella lotta al Coronavirus" © Autre presse par DR
“Cittadini attivisti promuovono le misure igieniche di prevenzione (lavaggio delle mani) a Niamey” © First Niger

La vita continua a Niamey, la capitale, ma per ora molte organizzazioni come la nostra hanno deciso di mettere in confinamento i propri dipendenti al fine di prevenire al massimo il contagio. 

Non esiste, per ora, un coprifuoco particolare; la maggior parte delle attività di tipo commerciale, mercati compresi, sono tutt’ora permesse. 

Si lavora da casa in un Paese dove la connessione internet è debole, e la supervisione dei lavori nelle aree di intervento, già diminuita a causa dei problemi legati al terrorismo, si è ulteriormente ridotta, ma non demordiamo! Per facilitare le azioni previste dai progetti infatti manteniamo un contatto telefonico continuo con il personale locale di terreno e con le autorità della zona.

Il COVID-19 ci ha messo di fronte, come VSF – Italia, ad una sfida mondiale alla quale non ci possiamo sottrarre; il virus non ha nemici né confini e la sua propagazione ha già raggiunto l’Africa, continente in cui portiamo avanti progetti da quasi trent’anni. Continueremo quindi ad aiutare queste realtà ed i nostri colleghi che lavorano senza frontiere in situazioni altamente precarie, già di per sé in contesti dimenticati e difficili.

Inoltre, i nostri sforzi vanno verso la prevenzione: stiamo organizzando delle campagne informative focalizzate sui concetti di base, come quello di restare confinati il più possibile presso le proprie abitazioni, di lavarsi le mani di frequente con acqua e sapone, di mantenersi alla distanza raccomandata di almeno un metro, ed evitare i contatti stretti con le persone.

L’obiettivo è di arrivare anche ai servizi veterinari, ai Community-Based Animal Health Workers (CAHWs), agli allevatori e a tutti i produttori locali: essere al loro fianco anche in questa emergenza significa ridurre il rischio che ad un problema attuale, come il COVID-19, se ne aggiungano altri, come la diffusione di malattie del bestiame a causa di mancata cura o controllo, o la riduzione della disponibilità di fonti proteiche ed alimentari in generale.

Infatti, soprattutto nelle aree rurali, mantenere in vita le produzioni significa garantire l’accesso al cibo. In Italia, tutto ciò viene garantito nonostante le difficoltà, e il nostro ringraziamento va anche a tutti coloro che continuano a lavorare per assicurare il corretto funzionamento delle filiere. 

Sensibilizzazione nelle strade sulle buone pratiche igieniche per la lotta al coronavirus. ©First Niger

In contesti come quello africano non sappiamo ancora quali conseguenze possa avere il diffondersi di questa epidemia e quali nuove sfide dovremmo affrontare nel prossimo futuro, ma, come sempre, noi ci saremo!

Siamo con voi, in Italia e nel resto del mondo, siamo con tutti per persone ed animali:
“One Health, One World”.

1: FNOVI, “Emergenza covid-19 – non abbandonate gli animali” http://www.fnovi.it/node/48478

2: N. Kapata et al., International Journal of Infectious Diseases 93 (2020) 233–236 – https://www.ijidonline.com/article/S1201-9712(20)30107-7/fulltext

3: WHO, “Novel Coronavirus (COVID-19) Situation” https://experience.arcgis.com/experience/685d0ace521648f8a5beeeee1b9125cd

4: VSF-Italia, “Progetto Latte e Miele” https://www.vsf-italia.it/latte-e-miele-niger/

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